Gli eroi tornano a Thule

Da Miniature Fantasy.
Versione del 13 apr 2016 alle 11:01 di Mavic O'Feele (Discussione | contributi)

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Dopo aver dato il cambio al suo assonnato compagno, Wood attese che tutto il gruppo fosse ripiombato nel sonno, stremato dalle fatiche fisiche e psicologiche della giornata, per cercare il posto migliore dove completare il suo turno di guardia. Avvicinatosi ad una vecchia quercia liberò la mente cercando di entrare in comunione con la musica della selvaggia natura circostante, ma come gli succedeva sempre più spesso negli ultimi giorni incontrò delle grosse difficoltà a rimuovere dai suoi pensieri le scene di sangue e morte che avevano popolato le sue settimane dalla notte dell'acqua e della terra. Già, la notte che aveva sognato per tutti i lunghi anni della sua giovinezza, quella in cui finalmente i guardiani del bosco riuniti in concilio avevano decretato la fine del suo addestramento e la sua maturità. La notte in cui si era accostato maggiormente alla Signora dei boschi. A differenza degli altri accoliti non aveva mai avuto un attimo di cedimento durante il durissimo apprendistato, e non aveva avuto particolari problemi a rapportarsi con i cinque elementi e con la multiforme vita della foresta: era la vita per la quale era nato e finalmente avrebbe potuto proteggere l'equilibrio perfetto della natura, lasciando che la vita e la morte, il cacciatore e la preda, portassero avanti l'eterno cerchio di Ehlonna. Ma qualcosa era andato storto. Il sommo anziano lo aveva scrutato con i suoi occhi velati dalla cataratta e gli aveva affidato il bastone, ma mentre i suoi compagni meno dotati rispondevano all'appello per vedersi affidate zone più o meno ampie di foresta, lui tardava ad essere chiamato finché non rimase l'ultimo accolito nella radura del Consiglio. E alla fine avvenne il peggio: non ci sarebbe stata nessuna vita nella foresta per lui, i suoi piedi dalla pianta dura come cuoio vecchio non avrebbero calpestato l'erba divenendo tutt'uno con madre terra ma strade lastricate dall'uomo, alle sue orecchie non sarebbero giunti i suoi familiari della vita del bosco, ma le urla sguaiate e i rumori della città, nel suo naso non odori di fiori e della terra bagnata dalla pioggia, ma fetore di umanità concentrata e chiusa fra mura di pietra che impedivano la vista del cielo e delle stelle. Perché i Guardiani avevano voluto punirlo? Questa era la domanda che si era fatto per tutti i giorni successivi: era stato inviato in una città della costa dove aveva incontrato dei nuovi compagni, e con loro aveva viaggiato per mare fino a Tamila, solo per trovare e liberare una donna e vedere la città cadere sotto le orde del Signore della Guerra dei Tartax, ma prima ancora a causa della cupidigia e della corruzione dell'animo umano. Anche i suoi compagni animali soffrivano come lui, e in città riaffioravano i ricordi della sua fanciullezza, quando aveva un nome che adesso ricordava a malapena. Cosa voleva da lui Ehlonna? Il quadro rimaneva oscuro, reso ancora più macabro dall'incontro con entità di cui aveva soltanto sentito parlare nei racconti e nelle leggende: le streghe, per non parlare del raggrinzito sciamano barbaro. La loro malizia era sconcertante, lo lasciava disorientato. Dopo la caduta di Tamila e l'incontro con tanta umanità sentiva fortissima la mancanza della solitudine, eppure aveva imparato ad apprezzare il coraggio, la forza e l'astuzia dei suoi nuovi compagni. Wood si riscosse dai suoi pensieri, e guardò verso la radura dove giacevano addormentati, riponendo con fiducia le loro vite nelle sue mani... avrebbe potuto abbandonarli a loro stessi, sarebbe stato facile e dopotutto non doveva nulla a nessuno di loro: mosse il primo passo allontanandosi dal campo, e dall'altra parte della radura il lupo inclinò di lato la grossa testa dal grigio pelo ispido e lo fissò con i suoi occhi gialli, obliqui ed enigmatici. Wood si avvicinò in silenzio al campo e prelevò senza difficoltà l'oggetto che avevano da poco recuperato in un tempio sconsacrato nel ventre di un vulcano: un oggetto del genere non sarebbe dovuto cadere in mano di uomini deboli, e i Signori della Foresta avrebbero saputo usarlo al meglio... forse lo avrebbero addirittura affidato a lui. E perché no? In fondo ormai era lui stesso un druido, e ultimamente aveva imparato molto. Si incamminò riponendo l'involto nella tasca interna vicino al cuore, ma come un lampo ebbe una certezza improvvisa, inspiegabile e irragionevole: quello che stava facendo era sbagliato. Le risposte a tutte le sue domande erano a Thule, la grande città dove tanto tempo addietro era stata sventata una minaccia capace di distruggere il mondo come lo aveva sempre conosciuto, e stando a quello che avevano scoperto e alla voce che sentiva nel vento il male stava per tornare ancora una volta ancora più poderoso e strisciante, come un'onda di marea. Quello che avevano vissuto in questi ultimi giorni era solo l'inizio di un disegno più ampio, che ancora non comprendeva: sapeva soltanto che si trovava ancora nel grande cerchio di Ehlonna e che, per quanto piccola e insignificante, anche la sua parte poteva avere un'importanza determinante nel tutto. Questo pensiero tranquillizzò Wood: si fermò e ruotò sul piede destro, accingendosi a rimettere a posto l'oggetto e svegliare i compagni. L'alba stava arrivando e Thule era vicina...