Diario Nyarlatotep Teo's campagna
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DAY 1
sabato 10 gennaio 1925
siamo a NY nel nostro club ROTARY. Ad Alain è arrivato telegramma da londra di fine NOV-1924 da parte di JACKSON ELIAS che richiede supporto investigativo. Si intuisce che abbia indagato su SPEDIZIONE CARLYLE.
domenica 11 gennaio 1925
a casa di Henry conosciamo Philip. Lo paga fino al 10-FEB-1925. Il giorno dopo Philip andrà a vedere navi da Londra e pedinare JACKSON ELIAS.
lunedì 12 gennaio 1925
Alain + Angela vanno alla PROSPERO PRESS per parlare con JONAH KENSINGTON. Non lo trovano. Lasciano biglietto che li richiami. Segretaria dice nessuna missiva da JACKSON ELIAS. KENSINGTON torna il 13 o 14.
martedì 13 gennaio 1925
niente
mercoledì 14 gennaio 1925
niente
giovedì 15 gennaio 1925
Alain ha novità: Ha ricevuto una telefonata da un agitatissimo JACKSON ELIAS: è arrivato da qualche giorno (probabilmente da lunedì) e ci vuole stasera nella sua stanza dell'HOTEL CHELSEA alle 20,00. Dice che deve uscire immediatamente perché vuole cercare l'ultimo tassello. Secondo lui, i membri della spedizione CARLYLE sono ancora vivi!!
Arriviamo alle 19,55 con Philip e 3 tirapiedi. Stanza 410. Philip sfonda la porta. 3 tizi che freddano i tirapiedi e stendono Philip. 2 scappano su HUDSON NERA targa NY484. I tizi sono neri di origine keniota.
JACKSON ELIAS è morto sgozzato e gli hanno fatto un segno sulla fronte (tipo un sole, Alain fa calco su fazzoletto).
Acquisiamo:
REF 2:
biglietto da visita "IMPORTAZIONI EMERSON". Sul retro del biglietto è scritto SILAS N'KWANE, nome keniota
REF 3:
lettera nelle tasche di JACKSON ELIAS del 7-nov-1924 da università di Harvard firmata da Miriam Atwright
REF 4:
nel bagno astuccio con biglietto da visita della fondazione PENHEW di Londra, direttore Edward Gavigan
Arriva la polizia, tenente MARTIN POOL. Lo convinciamo della nostra estraneità e buona fede. Chiede la disponibilità alla collaborazione di Alain dopo che ha riconosciuto i tre cultisti come kenioti. Alle 23 ci rilasciano dicendo di tenerci a disposizione.
REF 5:
Biglietto inviato a Carlyle da un certo Faraz Najir dal Cairo, Egitto, il 3 gennaio 1919
Gent.mo Sig. Carlyle,
sono venuto a conoscenza del Suo interesse per alcuni reperti del mio paese e credo di poterLa aiutare. Possiedo alcune singolari curiosità che credo possano interessarLe e che desidero sottoporre alla Sua attenzione; ci accorderemo senz'altro sul prezzo. Si tratta di reperti molto antichi e, naturalmente, mi aspetto una buona offerta. Il mio negozio è nella Strada degli Sciacalli, nella Città Vecchia: potrà farmi contattare dal Suo agente e comunicarmi così le Sue intenzioni. Fino ad allora, il Suo umile servitore Faraz Najir
venerdì 16 gennaio 1925
Alain + Angela vanno alla casa editrice. Jonah è sconvolto, ma accetta di mostrarci le carte che ha ricevuto da Elias dopo il suo sbarco.
Henry + x a REF 2.
JONAH è arrivato stamattina. Lunedì 12 JACKSON ELIAS gli ha portato documentazione farneticante. Era ossessionato da una data entro l'anno 1925, che non ricorda di preciso.
REF 6:
fascicolo dalla segretaria datato 8-ago-1924 NAIROBI.
Caro Jonah, grosse novità in vista! C'è una seria possibilità che non tutti i membri della spedizione Carlyle siano morti. Ho una traccia. Le autorità continuano a negare il coinvolgimento di un culto, ma gli indigeni la pensano diversamente. Storie da non credere! Ti spedirò presto dei succulenti resoconti! Stavolta possiamo diventare davvero ricchi. Sangue e baci, J. P.S. Avrò bisogno di un anticipo per seguire questa pista. Ti farò sapere.
REF 7:
Le note di Jackson Elias - arrivate da Londra alla Prospero Press nell'ottobre del 1924
Secondo Jonah Kensington, direttore della Prospero Press, Elias era ossessionato da una data "fatidica" ma non ricorda quale, solo che era del 1926
I fogli sono incollati e legati in modo da formare un volumetto; ci sono numerose pagine bianche qua e là. Talvolta, per pagine e pagine, viene ripetuta all'infinito la stessa parola. La maggior parte delle note sono scritte con calligrafia frenetica ed agitata, quasi illeggibile: la scrittura, però, è senza dubbio quella di Elias. Le frasi che seguono sono praticamente tutto quello che è possibile decifrare:
Molti nomi, molti aspetti, ma è sempre lo stesso e tende al medesimo fine... Ho bisogno di aiuto... Troppo grande, troppo spaventoso. E questi sogni... gli stessi di Carlyle? Devo controllare le note di quello strizzacervelli... Sono sopravvissuti tutti! Ed apriranno la porta! Perché?... quindi il potere ed il pericolo sono reali. Essi... molte minacce che cominciano a... I libri sono nella cassaforte di Carlyle... Viene a cercarmi. Sarà sufficiente l'Oceano a proteggermi? Forza, non è questo il momento di arrendersi. Devo scriverlo, e fare in modo che i lettori mi credano. Devo gridare io solo per tutti loro? No, grideremo tutti insieme...
REF 8: GLI APPUNTI DI NAIROBI DI JACKSON ELIAS
IMPRESSIONI GENERALI: le note sono ben organizzate, e per certi aspetti sembrano complete. Mancano tuttavia conclusioni, collegamenti, nomi, sospetti e temi ben definiti. La calligrafia è marcata e il tratto deciso.
- Il primo gruppo di note da Nairobi parla degli uffici, dei funzionari e delle tribù visitate da JACKSON ELIAS in cerca di notizie sui culti ed i loro rituali. Non ha scoperto nulla di decisivo, ma scarta risolutamente la versione ufficiale del massacro della spedizione Carlyle.
- Il secondo gruppo descrive il viaggio sul luogo del massacro. Qui si sottolinea, in particolare, che il territorio è incolto e desolato, e che tutte le tribù della regione se ne tengono bene alla larga: dicono infatti che questi luoghi sono maledetti dal Dio del Vento Nero, che dimora sulla vetta dell’omonima montagna.
- Il terzo gruppo è un’intervista con un certo Johnstone Kenyatta, che sostiene che il massacro della spedizione Carlyle può essere stato commesso dal culto della Lingua Scarlatta, che ha sede sulla Montagna del Vento Nero, all’interno della quale dimora la Gran Sacerdotessa. Elias si dimostra gentilmente scettico, ma Kenyatta insiste nelle sue affermazioni. Lo scrittore ha annotato a margine che le tribù della regione temono ed odiano la Lingua Scarlatta, contro la quale le magie tribali sono inefficaci e che la divinità adorata dal culto non è di origini africane.
- Il quarto gruppo contiene il seguito dell’intervista a Kenyatta. Elias ha avuto conferma dell’esistenza della Lingua Scarlatta da ottime fonti, ma non ha ancora messo le mani su prove dirette e decisive. Pare che alcuni bambini siano stati rapiti per essere immolati, e c’è chi parla di mostri con grandi ali scesi dalla Montagna del Vento Nero per rapire la gente. Il culto venera una divinità ignota agli studiosi di folklore locale, estranea comunque alle tipiche tradizioni. Elias cita anche un certo “Sam Mariga, rr-sta”.
- Il quinto gruppo è un foglio singolo che ricorda ad Elias che la parte Egiziana dell’itinerario di Carlyle deve essere controllata con molta attenzione. Elias crede che il viaggio in Kenya di Carlyle sia stato spinto da qualcuno o da qualcosa accaduto in Egitto.
- Il sesto gruppo è una lunga intervista al tenente Mark Selkirk, che era a capo del gruppo che ha scoperto i resti della spedizione Carlyle e che risiede in Kenya fin dalla Grande Guerra. Selkirk, particolare molto importante, dice che i cadaveri erano straordinariamente ben conservati, in relazione al tempo trascorso all’aperto: “…come se la putrefazione stessa si fosse tenuta alla larga da quel luogo”. I corpi, inoltre, erano stati dilaniati, ma egli non era riuscito ad identificare l’animale responsabile. “Inimmaginabile!”, afferma il tenente. Selrirk è convinto che i Nandi abbiano a che fare con questa sporca faccenda, ma teme che le accuse ai capi della tribù siano gonfiate ad arte. “Non sarebbe la prima volta”, afferma, con una punta di cinismo. Infine, il militare conferma che tra i cadaveri non venne trovato nessun bianco: sulla pianura desolata giacevano solo i miseri resti dei portatori kenioti.
- Il settimo gruppo è un foglio singolo. Elias ha incontrato Nails Nelson al Victoria Bar di Nairobi (Nelson ha combattuto come mercenario al soldo degli italiani al confine fra Somalia ed Abissinia, e si è rifugiato in Kenya dopo che si è scoperto che faceva il doppio gioco). Nelson sostiene che Jack Brady è vivo, e di averlo incontrato ad Hong Kong nel marzo del 1923, meno di due anni prima. Brady si era comportato in modo cordiale, ma era guardingo e riservato e perciò Nelson non aveva fatto troppe domande. Elias ne trae la conclusione che forse anche gli altri bianchi della spedizione Carlyle sono ancora vivi.
- L’ottavo gruppo sintetizza la possibile struttura del libro sulla spedizione Carlyle, ma è vago ed incompleto, con numerose annotazioni sul tipo: “poi raccontare quello che è successo”, “spiegare il perché”, e così via.
Henry e Robin vanno con tre gorilla alle importazioni emerson. Viene fuori che Jackson Elais ha chiesto informazioni sulle importazioni dal centro africa, l'unico esportatore dal centro africa verso usa è Ahja Singh. L'unico cliente è la Juju house di Silas N'Kwane. L'ultimo arrivo è di questo lunedi 12.
Alain + Angela alla reception dell'hotel Chelse chiedono che telefonate ha fatto JACKSON ELIAS. Ha telefonato verso zona vicino Harlem (JUJU House?). Prendiamo il numero che ha fatto..è la JUJU HOUSE.
Ha chiesto di lui un tizio dall'accento del sud, alto e pallido, smilzo, vestito distintamente ma con poco gusto. DIsse che sarebbe ripassato.
Alain + Angela vanno alla polizia da MARTIN POOL. CI stavano per chiamare per un confronto all'americana. Deve necessariamente ripassare Henry perchè Alain e Angela non hanno visto niente (non erano nella stanza).
Alain + Angela vanno nella società di taxi e (fortuna!) trovao lo stesso tassista che ha chiamato JACKSON ELIAS. Dice che lo portò vicino HRLEM e lo riportò indietro.
sabato 17 gennaio 1925
Henry va alla polizia ma non riconosce nessuno nell'incontro all'americana.
Il praticante messo al lavoro da Angela al giornale per recuperare il maggior numero possibile di articoli riguardanti Carlyle, la famiglia e la spedizione ci presenta nel pomeriggio quello che è riuscito a trovare. Ci dà anche numero di ufficio pubbliche relazioni della sorella di CARLYLE.
REF 9:
Pettegolezzi dalla grande mela
ROGER CARLYLE, il playboy a tutti noto (e di cui tutti sanno qualcosa) partirà domani senza fanfare per esplorare le tombe del favoloso Egitto! Avete visto che razza di pupe è riuscito a scovare nei locali notturni della città: volete scommettere che troverà bellezze simili anche tra le sabbie egiziane?
NEW YORK PILLAR - 4 aprile 1919
REF 10:
La spedizione Carlyle salpata per l'Inghilterra
La spedizione organizzata dal ricco playboy Roger Carlyle (24 anni) è salpata stamane alla volta di Southampton, a bordo del vaporetto britannico Imperial Standard. Contrariamente alle precedenti indiscrezioni, la spedizione si fermerà a Londra per quasi un mese, per svolgere alcune ricerche preliminari sotto gli auspici della Fondazione Penhew; in seguito proseguirà per Il Cairo. I lettori certamente ricorderanno il grandioso ricevimento offerto da Carlyle al Waldorf Astoria Hotel di New York. Da allora, il suo nome è stato accompagnato da scandali e ambiguità, ma l'affetto dei cittadini di Manhattan non gli è mai venuto meno. I membri del gruppo sono stati piuttosto reticenti a rivelare lo scopo della spedizione in Egitto. Altri membri della spedizione sono: Sir Aubrey Penhew, famoso egittologo, vice capo del gruppo e responsabile degli scavi; Dr. Robert Huston, psicologo freudiano a la mode, partecipa al viaggio per condurre alcune ricerche comparate sulle antiche scritture pittografiche; Hypatia Masters, il cui nome è stato spesso accostato a quello di Carlyle, ha il compito di fotografa ed archivista; Jack Brady, amico intimo di Roger, è il factotum della spedizione.
NEW YORK PILLAR - 5 aprile 1919
REF 11:
CARLYLE LASCIA L'EGITTO
IL CAIRO - Lunedì scorso Sir Aubrey Penhew, portavoce della spedizione Carlyle, ha riferito che il gruppo salperà per l'Africa Orientale per "un periodo di meritato riposo". Ha poi smentito le voci secondo le quali la spedizione avrebbe scoperto le leggendarie miniere di Re Salomone. Il gruppo, secondo quanto afferma lo studioso, organizzerà un safari "per dimenticare per un po' la sabbia e la polvere". Roger Carlyle, il ricco playboy di New York, a capo della spedizione, non è reperibile: è ancora convalescente per un colpo di sole. Gli esperti locali, parlando del suo malessere, hanno dichiarato che in questo periodo dell'anno l'Egitto è troppo caldo per gli anglosassoni, ed hanno ventilato l'ipotesi che il giovane sia stato tradito dall'entusiasmo democratico che, secondo le indiscrezioni, lo avrebbe addirittura spinto a lavorare di persona con pala e piccone!
NEW YORK PILLAR - 3 luglio 1919
REF 12:
CHE FINE HA FATTO LA SPEDIZIONE CARLYLE?
MOMBASA (Reuter) - La polizia coloniale ha diramato una richiesta di aiuto per rintracciare la spedizione Carlyle, della quale mancano notizie ormai da due mesi.
Del gruppo fanno parte il ricco playboy Roger Carlyle ed altri tre americani, oltre al noto egittologo britannico Sir Aubrey Penhew.
La spedizione è partita da Nairobi il 3 agosto, ufficialmente per un safari fotografico: alcune indiscrezioni sostengono però che era alla ricerca di leggendari tesori biblici.
Secondo quanto viene riferito, Carlyle ed i compagni intendevano esplorare alcune zone della Valle del Gran Crepaccio, a nord-est di Nairobi.
NEW YORK PILLAR - 15 ottobre 1919
REF 13:
ERICA CARLYLE IN AFRICA
MOMBASA (Reuter) - Erica Carlyle, sorella di Roger, capo della spedizione scomparsa, è sbarcata oggi a Mombasa dal battello Fount of Life, battente bandiera egiziana. Recentemente, alcuni indigeni Kikuyu hanno riferito di un presunto massacro di bianchi vicino alla foresta di Aberdare. Erica ha dichiarato di voler ritrovare il fratello a tutti i costi, ed ha condotto in Kenya il nucleo di una nutrita spedizione di soccorso. Miss Carlyle partirà domani per Nairobi; alcuni suoi agenti rimarranno a Mombasa per provvedere ai rifornimenti ed ai contatti con le autorità coloniali. Miss Victoria Post, compagna di Erica, parlando delle traversie del viaggio sulla nave egiziana, ha indirettamente sottolineato la determinazione della ragazza.
NEW YORK PILLAR - 11 marzo 1920
REF 14:
CONFERMATO IL MASSACRO CARLYLE!
NAIROBI (Reuter) - La polizia coloniale ha confermato il massacro della spedizione Carlyle, di cui si erano perse le tracce da tempo. Roger Carlyle, ricco playboy di New York, è tra gli scomparsi. Le autorità ritengono responsabili dell'efferato delitto alcuni indigeni nandi. I resti di una ventina di portatori della spedizione sono stati rinvenuti in alcune fosse comuni. Erica Carlyle, sorella di Roger e probabile erede del suo patrimonio, ha guidato di persona le pericolose battute di ricerca; la notizia del massacro è stata diffusa da alcuni indigeni kikuyu, ma il luogo esatto è stato localizzato dalla polizia. Tra gli altri membri della spedizione, di cui si ignora la sorte, ricordiamo il famoso egittologo Sir Aubrey Penhew, la fotografa newyorkese Hypatia Masters ed il dr. Robert Huston. Sono stati uccisi anche molti portatori di colore.
NEW YORK PILLAR - 24 maggio 1920
Henry + Alain vanno alla JUJU House. Ci sono maschere e mazze con chiodo (autista in macchina 3 gorilla fuori). Il venditore è uomo di colore con accento keniota. Tutto è polveroso e stantio. Stanza piccola. Henry si fingeneo collezionista. Entrano 2 neri: rimangono perplessi. Entra altro nero, mormora qualcosa e va via. Henry prende per 200$ un martello chiodato (serve per sacrifici, feste di nascita o matrimoni). Il venditore dice che quello che ha è in quel locale, non ha altro.
Henry chiede ad un private eye di spiare chi entra e chi esce. Martedì mattina ci riferirà.
domenica 18 gennaio 1925
Funerale di JACKSON ELIAS. CI siamo tutti noi più KENSINGTON. Alain prova a chiamare numero di ufficio relazioni di Erica CARLYLE: ovvimentenon risponde nessuno.
lunedì 19 gennaio 1925
Robin telefona per conto di Henry. Erica non può: ci chiede nostro contatto per richiamarci.
Alain + Angela vanno all'universitò: chiedono di HARTWRIGHT. La incontrano. JACKSON ELIAS veniva spesso. La sua ultima richiestanon era stato possibile esaudirla. Aveva chiesto un libro in rrivo da Londra trafugato poi 2 mesi fa. Se ne sono resi conto durante la richiesta di JACKSON ELIAS. Libor: OSCURE SETTE AFRICANE edizione di 2 anni prima. Ricopiamo la scheda del libro.
La sera ci contatta l'occhio privato. Popolazione è reticente. Il tizio del JUJU è considerato apposto. Ha visto domenica un gran via viai di persone (ventina) - a lungo (2 ore). Portato 2 casse. Ma il posto era angusto, no??
martedì 20 gennaio 1925
Henry e Robin vanno alla camera di commercio. La Juju è si proprietà di Silas N'kwane da una decina d'anni. Paga regolarmente le imposte. Viene incaricato un occhio privato di tenere seguire Silas per vedere che fa e dove va, inoltre se si ritrova l'auto targata NY484. Angela e Alain intanto vanno al catasto e scoprono che l'immobile dove è situata la Juju house appartiene a Silas, ed è costituito da un unico vano. L'edificio adiacente è ritenuto pericolante e disabitato. L'occhio privato riferisce che Silas abita vicino alla Juju nella 129sima strada, mezz'ora circa a piedi. Il negozio chiude alle 19, poi Silas va a mangiare in una bettola vicino.
mercoledì 21 gennaio 1925
Proviamo a contattare Erica Carlyle, sorella dello scomparso. E' molto occupata e si fa lasciare il numero di telefono. Alain rivela di conoscere Penhew, l'archeologo scomparso membro della spedizione Carlyle. Alain riprova a contattare Erica rivelando di avere nuove notizie sulla spedizione del fratello ma rimanendo abbastanza evasivo e lasciando il numero alla segretaria. Proviamo a cercare il libro "Oscure sette africane" scomparso da Harvard. Andiamo dall'editore che ricorda qualcosa, dice che è stato stampato in poche copie e non ha avuto molta fortuna. Era una raccolta di scritti di vari autori raccolti da un curatore di cui non ricordano il nome. Non sono in grado di farcene avere una copia, ci contatteranno se avranno notizie. Alain e Angela scoprono tramite il prof universitario che è succeduto a De la Croix che il libro è scomparso anche dalla biblioteca dell'università di NY. Anche da qua aspettiamo notizie. Ci ritroviamo al Club per la cena e Alain viene contattato dalla segretaria di Erica che fissa un incontro per le 11 del mattino successivo a villa Carlyle.
giovedì 22 gennaio 1925
Henry torna alla polizia per avere notizie: niente di nuovo. Alain e Angela vanno all'appuntamento con Erica, casa sfarzosissima ma arredata con gusto. Erica ha meno di 30 anni ed è molto bella. Riveliamo che secondo nostre fonti le notizie sulla spedizione Carlyle non sono esatte, potrebbero essere tutti ancora vivi. Diciamo di essere intenzionati ad intraprendere una nuova spedizione e chiediamo di poter consultare gli appunti del fratello conservati nella cassaforte. Noi siamo disposti a fornire copia di ciò che abbiamo. Non ha una grande opinione del fratello, scapestrato e dalla mente debole. E' addirittura peggiorato dopo aver conosciuto una donna di colore. Lei ha iniziato a raccontargli storie di cui lui si era invaghito ed è stata lei a convincerlo a organizzare la spedizione. Non dormiva la notte, sentiva l'urgenza di partire. Erica non sa come avesse conosciuto quella donna qui a New York. Le carte del fratello sono deliranti, con resoconti macabri, e nessuna preghiera da parte nostra riesce a convincerla a mostrarceli. Dice di aver paura che se divenissero di dominio pubblico la memoria del fratello sarebbe definitivamente screditata. Ci congeda invitandoci alla festa a casa sua che si terrà domenica 25. La sera Alain viene contattato dal suo ex assistente ora prof universitario: è sicuro che l'università ha il libro "Oscure sette africane" ma, guarda caso, è inspiegabilmente scomparso. Non risulta essere stato prenotato o preso in consultazione. L'ultimo studente che lo ha consultato lo ha restituito, ma il libro non si trova.
venerdì 23 gennaio 1925
Alle 4 del mattino, con sei sgherri al nostro seguito e due autisti, andiamo a far visita alla Ju-ju House. Arriviamo all'incrocio col vicolo che porta al negozio ma notiamo un furgone davanti all'entrata. Stanno scaricando qualcosa. Rapiamo uno dei facchini, afroamericano di nome Mark, e Henry lo interroga. Dice di fare consegne una volta alla settimana alla Juju House, scaricano casse di cui non conosce il contenuto, sempre di notte. Vengono contattati da un certo Mukunga. A Questo punto viene liberato e andiamo a dormire. Al risveglio contattiamo l'occhio privato che riferisce di aver notato nella giornata un gran via vai alla Juju, che creda chiuda alle 18. Decidiamo di tornare la notte successiva.
Ci svegliamo tardi. Nel pomeriggio Henry interroga il detective chiedendo dove viene tenuta la merce della Juju. Il Negozio chiude alle 18, c'è un gran via vai.
sabato 24 gennaio 1925
Alle 4 del mattino torniamo alla Juju House, stessa formazione del giorno precedente. Alain e Angela attendono in auto con i due autisti, Henry scende con il resto degli scagnozzi ed entra nel negozio. La luce è accesa, apparentemente è vuoto, ma si sentono dei tamburi in lontananza, tamburi nell'oscurità. Breve perquisizione. Troviamo una botola che porta in basso dietro al bancone. Henry e la sua squadra scendono nel budello dove si trovano strani dipinti alle pareti, finché non giungono alla fonte del rumore, una stanza illuminata piena zeppa di neri che ballano col bigolo all'aria al ritmo parossistico dei tamburi. Intanto all'esterno Alain e Angela in auto vedono arrivare altri neri, decidono di investirli con le auto e eliminano il problema. Nel sotterraneo Henry ordina l'irruzione con fuoco a volontà annesso, e nota al centro della stanza due uomini di colore legati a dei pali con la testa ciondolante, davanti a una grande botola. Da una stanza laterale coperta da un tendaggio esce un nero molto alto con un mantello e alle braccia artigli da tigre che tendendo la mano strappa a distanza letteralmente il cuore dal petto al capo degli sgherri, mentre due suoi scherani con le interiora all'aria aperta che se fossimo giocatori di ruolo oseremmo definire "Undead" si gettano nella mischia. Molti neri cadono sotto il fuoco di Henry, che spara col suo ferro al capo degli invasati senza effetto apparente. Nel bel mezzo della mattanza viene aperta la grande botola dalla quale escono suoni sgradevoli, sibili e infine dei tentacoli che mordono e afferrano i due al palo: il proprietario è un essere informe dai mille volti. E' troppo. Henry fugge da quel luogo di orrore senza curarsi della sorte dei suoi compagni. Raggiunge le auto all'esterno e i tre decidono di avvertire la polizia con numerose e mirate segnalazioni telefoniche di sparatorie fra bande dovute al contrabbando di alcool all'indirizzo della Juju. Andiamo a letto e dormiamo fino al primo pomeriggio, poi andiamo alla polizia e il tenente Martin Pool ci accoglie frettolosamente: è occupato per un certo regolamento di conti. Torniamo alla Juju, c'è ressa e gli abitanti di Harlem si lamentano: "ci stanno uccidendo tutti". Tutto è recintato, ci sono poliziotti e giornalisti. Andiamo alla Prospero Press dove raccontiamo l'accaduto a Kensington che si offre di tornare con noi sul posto per scattare delle foto sensazionali del luogo del delitto del mese. Decidiamo di andare. Entriamo e ci guardiamo intorno. Fra gli altri oggetti troviamo una grande maschera intagliata che incute timore e che secondo Alain è originale e di grande valore, Henry la rompe. Il budello che porta in basso è pieno di dipinti che ricordano la suddetta maschera. arriviamo alla stanza che è piena di tamburi e di sangue, al centro la botola azionata dall'argano è aperta su un profondo pozzo oscuro. Mentre perquisiamo Kensington fotografa. Kensington ed Henry si calano nel pozzo, prosegue in un corridoio con grate che porta alle fogne. Altre foto. Henry trova il libro che cercavamo: Oscure sette africane... ha il timbro di Harward: chissà come sarà finito nelle fogne? Nota che qualcosa è stato trascinato. Intanto Alain e Angela sentono arrivare un'auto e scendono a loro volta nelle fogne. Da sotto sentiamo entrare due persone che parlano fra loro, ma non capiamo cosa dicono. Perquisiscono per l'ennesima volta la stanza. Si affacciano nel posso e notiamo che sono di colore. Ci inoltriamo nelle fogne, sentiamo qualcosa di grosso che entra in acqua e Angela vede un volto deformato pronto a morderla. Sentiamo un lamento agghiacciante e di lì a poco veniamo assaliti su due fronti, da una parte due esseri con le budella di fuori come quelli notati la notte precedente da Henry con la fronte decorata dal segno che trovammo sul cadavere del povero Elias, e dall'altra l'essere inconcepibile dai mille volti, fra cui quelli degli sgherri abbandonati da Henry durante la pugna. Ci armiamo di pale e picconi mentre Henry sistema due taniche di cherosene ai lati del corridoio e si prepara a far fuoco. Henry spara sulle taniche e arrostisce ben bene il mostro, mentre noi facciamo fuori gli zombi con qualche difficoltà. Henry è scosso, Angela e Kensington vengono feriti dagli zombi... corriamo per trovare un tombino di uscita eliminando altri zombi e in una stanza troviamo gli artigli da tigre del sacerdote, una veste tigrata e una piccola maschera simile a quella del negozio. Finalmente, allo stremo delle forze fisiche e psichiche, troviamo un tombino fognario e attraverso di esso usciamo a riveder le stelle.
Henry dorme malissimo, sogna Mukunga che gli mpedisce di riposare, il suo cuore batte a mille e rischia l'infarto. Silas è morto, investito fuori dalla Juju dalle nostre auto. Andiamo a casa sua: è una vuota catapecchia ma troviamo degli artefatti di fattura completamente diversa da quelli del negozio, presumibilmente sono opera di Silas. Raffigurano soggetti disturbanti. Li prendiamo e torniamo a casa. Henry va a letto con qualche preoccupazione sulla qualità del suo sonno.
domenica 25 gennaio 1925
Come volevasi dimostrare la notte è ormai un incubo nel vero senso della parola per Henry: torna in sogno alla Juju dove vive esperienze terrificanti e non riesce a riposare minimamente. Si sveglia con un urlo ferale.
Al mattino arriva a villa Henry il sarto col vestito nuovo confezionato appositamente per la festa a cui siamo invitati a Villa Carlyle da Erica. Ci vanno Henry ed Alain mentre Angela è ancora ricoverata in ospedale con Kensington (chissà come passano il tempo?). Ci sono molti invitati fra cui una megera chiamata madama Ross che millanta di saper leggere il futuro sul volto delle persone. Alain si avvicina e lei chiede un incontro in privato. Lei sostiene che nello sguardo di Alain si annida la morte, o la sua o di altri. Vede che Alain andrà lontano e più volte incontrerà la morte, consiglia di lasciar perdere. Lei conosceva Carlyle, chiede se lo vogliamo seguire e se si, per vendetta o per conoscenza? Dice di fare attenzione, che gli amici potrebbero non essere tali, e che i nemici apparenti potrebbero essere importanti risorse... prima di congedare Alain madama Ross gli mostra un ritratto con i volti di tutti i componenti della spedizione Carlyle, dove è compresa la donna di colore di cui aveva parlato Erica. Nel frattempo, di sotto, Henry scorge in lontananza la figura di Mukunga, ben vestito e con un turbante. Henry si sente male e si accascia al suolo. Ha bisogno di riposare, di dormire. Viene portato in una stanza tranquilla e adagiato su un sofà, intanto viene chiamato Alain che accorre e lo sorveglia durante il sonno, che purtroppo si rivela popolato ancora una volta dai suoi amici colorati. Alain intanto fa un giro fra i presenti e trova un nero che corrisponde alla descrizione fatta da Henry, solo che si presenta come M'Beru, principe ereditario di una zona del Kenya, in visita a NY, e alloggiato all'Hotel Continental. Alain attacca discorso parlando di manufatti africani e M'Beru chiede di essere accompagnato alla Juju House. Alain accompagna Henry a casa e resta a vegliarlo durante la notte. Henry sogna ancora Mukunga in turbante e inizia ad agitarsi finché non viene svegliato da Alain. Si riaddormenta dopo aver chiesto di non essere svegliato e stavolta sogna una donna. Alla fine del sogno si agita ancora di più, diviene paonazzo e in un lago di sudore viene svegliato di nuovo da un Alain molto preoccupato per la salute mentale dell'amico.
lunedì 26 gennaio 1925
Henry al risveglio contatta Phil, rimessosi dopo la permanenza forzata in ospedale. Lo incarica di reperire tutte le informazioni possibili su M'beru, concordando di rivedersi il giorno successivo. Alain intanto compra i giornali e va a trovare Angela e Kensington in ospedale. Rassicura che le foto delle fogne sono state sviluppate. Poi sale su un taxi e torna alla Juju, ma i sigilli sono stati infranti e all'interno è stato portato via tutto. Dopo aver contattato il praticante di Angela per ottenere ulteriori informazioni su M'beru, torna a casa con Henry per vegliarlo per la notte. Si porta anche il libro "Oscure sette africane", ma si rende conto che si tratta di una lettura complessa che richiederà tutta la sua attenzione (e buona parte della sua sanità mentale). Henry sogna di nuovo, e i suoi sogni sono neri: alla fine del sogno si mette la maschera, si sveglia urlando. Alain lo porta all'ospedale.
martedì 27 gennaio 1925
Henry viene ricoverato in ospedale in seguito a uno shock tremendo, vengono allertati anche i genitori. Phil naturalmente non riesce a contattarlo. Il praticante di Angela si incontra con Alain: M'beru è un principe keniota erede di un clan, ha studiato a Londra e adesso sta facendo il giro del mondo per prepararsi a subentrare al ruolo di suo padre. Alain fa spedire le foto sviluppate alla Prospero Press, tranne una un cui si intravede una figura umana con occhi di luce nel buio. Poi chiama l'Hotel Continental chiedendo di M'beru, che però è assente. Lascia come recapito il telefono della Prospero Press per essere ricontattato.
mercoledì 28 gennaio 1925
Alain telefona a Angela e Kensington per sapere come procede la convalescenza. Henry è in una clinica privata di lusso fuori città per almeno quindici giorni. Alain si dedica così alla lettura approfondita del libro "Oscure sette africane". Si rivela più lugubre e insano del previsto. Non riesce a capirlo appieno. M'Beru lo ricontatta per una colazione assieme da farsi il 30 al Continental.
giovedì 29 gennaio 1925
Alain studia...
venerdì 30 gennaio 1925
Alain va al Continental a incontrare M'Beru per la colazione. Gli dice che purtroppo la Juju è chiusa dopo un sanguinoso incidente pertanto non potrà accompagnarcelo. Il principe keniota lo invita a passare la serata con lui e i suoi amici, Alain accetta e passano la nottata in un locale fra alcool proibito e prostitute. Ad Alain M'Beru non sembra corrispondere all'identikit fatto da Henry di Mukunga.
sabato 31 gennaio 1925
domenica 01 febbraio 1925
lunedì 02 febbraio 1925
martedì 03 febbraio 1925
mercoledì 04 febbraio 1925
giovedì 05 febbraio 1925
venerdì 06 febbraio 1925
sabato 07 febbraio 1925
domenica 08 febbraio 1925
lunedì 09 febbraio 1925
martedì 10 febbraio 1925
mercoledì 11 febbraio 1925
Finalmente Henry ed Angela vengono dimessi, stanno molto meglio, e incontrano Alain al Club per fare il punto della situazione. Phil contatta Henry riferendogli che M'Beru secondo le sue fonti corrisponde più alla figura tratteggiata da Alain che al tenebroso Mukunga. M'Beru partirà da New York per il Canada il giorno successivo, non riusciamo a contattarlo e lui si scusa tramite biglietto. Alain va alle Importazioni Emerson per avere eventuali notizie di nuovi arrivi per la Juju dall'Africa. Ci faranno sapere loro se arriverà qualcosa. Henry fissa un appuntamento per il giorno successivo con Erica Carlyle. Alain chiama la fondazione Penhew a Londra, parla con il direttore Gavigan e fissa una visita non appena arrivati in città. Henry la notte, dopo un periodo di quiete passato in clinica, sogna nuovamente sogni NERI!
giovedì 12 febbraio 1925
Henry fa colazione con Erica ma ancora una volta non riusciamo a convincerla a mostrarci le carte del fratello conservate nella sua cassaforte di famiglia.
venerdì 13 febbraio 1925
Nonostante la grande stanchezza per le notti insonni passate in allegra compagnia di neri assortiti, Henry va con Phil alla stazione alle 8 del mattino per incontrare M'Beru, in partenza da NY per il Canada. Il principe arriva dopo circa un'ora, attorniato da guardie del corpo. Henry lo guarda ma non riesce a capire se lui e Mukunga sono la stessa persona. Alain porta ad esaminare da un collega i reperti prelevati a casa di Silas... niente di nuovo. Cerchiamo qualcosa sulla vita di tutti i componenti della spedizione, Alain trova qualcosa su Huston lo psicologo all'università. Era molto in voga nell'alta società, morto ad anni, al posto dello studio oggi c'è un appartamento. Henry sogna ancora... indovinate che cosa?
sabato 14 febbraio 1925
San Valentino: qualcuno si ricorderà di portare fiori alle nostre donzelle Angela e Robin? Naturalmente no! Alain contatta l'associazione degli strizzacervelli, dove è stato inviato tutto il materiale dello psicologo Huston, per avere il materiale. La segretaria prende tempo. Viene contattato successivamente dal presidente, il dottor Green, con cui fissa un appuntamento. Henry intanto viene visitato da Robin che non capisce il suo problema ma consiglia un cambiamento d'aria. Intanto Angela e Alain vanno allo studio di Green, che si rifiuta di consegnare il materiale di Huston riguardante Carlyle senza una richiesta scritta della sorella Erica, successivamente portano Henry a far visitare e gli viene consigliata una settimana di riposo assoluto nella clinica extralusso fuori città e un successivo viaggio all'estero. Viene così deciso di "prendere in prestito" il materiale facendo un'incursione notturna con l'aiuto di un amico "mani di velluto" di Phil. Robin, Phil e Mani di velluto si introducono dopo l'orario lavorativo nella sede dell'associazione degli strizzacervelli e sottraggono la cartella di Carlyle sostituendo l'interno con fogli qualsiasi. Si calano dalla scala antincendio. Angela, visto che nessuno se la fila, passa la notte di San Valentino a leggere gli appunti. Erica ha affetto e astio per il fratello Roger, che ha fatto la prima seduta nel 1918. Ha problemi col sonno, come qualcuno che conosciamo bene. Sogna un uomo nero, una piramide, una croce ad anello. Il tipo, che Carlyle trova benigno, gli sussurra "vieni a me, vivi come un Dio". Il 18 dicembre 1918 ha incontrato Anastasia M'Weru, sua sacerdotessa. Alain accompagna Henry alla clinica e passa la notte ad aspettare sue notizie.
domenica 15 febbraio 1925
lunedì 16 febbraio 1925
Ci ritroviamo al Club: Henry è stato dimesso, ha dormito male ma senza sognare neri... è comunque molto provato. Ci presenta il fratello John che per precauzione da oggi lo accompagnerà. Alain invece presenta Deborah Lee, laureanda in antropologia assegnata dal suo ex assistente in vista del viaggio a Londra e poi in Africa. Ad Angela qualcosa degli appunti di Huston su Carlyle non torna... ci avevano detto che lo psicologo si era unito alla spedizione di sua spontanea volontà, invece risulta sia stato ricattato. Alain viene contattato da Kensington e fissano un appuntamento per il giorno successivo.
martedì 17 febbraio 1925
Angela, Alain e Deborah vanno da Kensington alla Prospero Press: concordano di tenersi in contatto e aggiornati su eventuali novità significative. Ci scrive una lettera di presentazione per un suo amico editore londinese: Mickey Mahoney. Nel frattempo John cerca di contattare Erica per l'ennesimo tentativo di consultazione delle sue carte conservate in cassaforte, ma per l'ennesima volta rimbalziamo.
mercoledì 18 febbraio 1925
Finalmente arriva il giorno della partenza: ci imbarchiamo su un transatlantico di lusso con biglietti prima classe gentilmente offerti da Henry. Andiamo tutti, all'apparenza nessuno ci ha seguito. Angela, Alain e Deborah leggono il libro ma non riescono a penetrarne i segreti più oscuri, ne restano comunque turbati. Lo stesso libro viene negato ad Henry, a causa della sua debolezza mentale del momento. Per il resto viaggio tranquillo, rapido e piacevole.
giovedì 19 febbraio 1925
venerdì 20 febbraio 1925
sabato 21 febbraio 1925
domenica 22 febbraio 1925
lunedì 23 febbraio 1925
martedì 24 febbraio 1925
mercoledì 25 febbraio 1925
giovedì 26 febbraio 1925
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domenica 19 aprile 1925
lunedì 20 aprile 1925
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