Lars Skymberl
Nella sua esplosione di voci, colori e odori fra i più disparati la città era per lui quasi irriconoscibile... quando aveva camminato per l'ultima volta in quel vicolo ora pieno di gente e di bancarelle traboccanti di merci di tutti i tipi Thule, il gioiello dell'occidente, era stata messa a dura prova dal lungo assedio di decine di migliaia di selvaggi: ricordava vividamente le strade deserte, i cittadini impauriti barricati nelle loro case, prossimi a cedere alla disperazione. Aveva seguito i suoi compagni a Orkastle e preso parte alle loro imprese giungendo anche a scendere nei Nove Inferi insieme a loro, ma dopo aver ottenuto la vittoria aveva deciso di non tornare con gli altri alla capitale per le celebrazioni, preferendo recarsi da solo a Tamila, la famigerata “Città dei ladri” che secondo il suo istinto avrebbe offerto a uno come lui opportunità ben migliori. Lars Skymberl rifuggiva la notorietà e la fama, la sua indole prima che il suo “lavoro” traevano forza piuttosto dall'anonimato. Anche il suo ingresso in città lo testimoniava: dopotutto non era entrato gonfiando il petto da una delle nove grandi porte principali, bensì confondendosi in mezzo a un gruppo di popolani che, attraverso una piccola postierla, portavano i prodotti delle loro fattorie al loro feudatario in previsione dei festeggiamenti che avrebbero avuto il suo culmine con il grande Torneo indetto dalle Nove Case. Chissà come avrebbero reagito i suoi vecchi compagni se fossero stati a conoscenza di quello che aveva appreso lui...